Crostata di marmellata , ovvero “Storia delle albicocche incomprese”

Erano i primi giorni del mese di Luglio scorso, nelle prime ore della mattina un vicino mi aveva consegnato una busta di albicocche, pregandomi di aiutarlo a consumarle giacchè l’albero, a suo dire,era stato troppo generoso. Non erano belle, altrochè, ma assaporandone una avevo potuto ricordare il sapore delle albicocche che trafugavo nel campo accanto alla mia casa da bambina, quando la frutta-ovunque in Italia- aveva ancora quel sapore inconfondibilmente zuccherino. Corro a comprare della farina e dello zucchero e subito dopo il telefono mi informa che ci sono uova fresche appena portate da un’altra vicina.

“Ma cosa sta succedendo?!” Penso dentro di me”C’è un via vai di vicini pronti a regalarmi ogni sorta di bontà!”.

Condividere…penso che…sì, non posso non condividere coi clienti queste prelibatezze salentine. Ad ora di colazione sono pronta a chiacchierare con gli ospiti…la signora di Bologna è entusiasta delle ciliegie ferrovia e per tutto il tempo della colazione mi descrive il sapore d’acqua che ha oggi la frutta dei supermercati, che anche a voler investire molti euro per un chilo di frutta non ne verrà mai fuori un prodotto come il nostro, che il nostro sole e la nostra terra producono dei frutti dal sapore unico e così via fino alla fine del pasto…

Felice di aver appagato il suo palato, la informo che anche per domani preparerò un’ottima crostata, come quella di oggi ma con della frutta fresca bio che io stessa trasformerò in marmellata, con delle uova freschissime che ho deliberatamente deciso di detrarre dalla scorta “uova-fresche” della mia bambina di un anno. Gisella, felice, dice che non vede l’ora che sia domani per assaggiarla…sapete, lei è molto golosa, e penserà per tutta la giornata alla crostata che l’attende per la colazione successiva. La casa si svuota, tutti al mare, terminate le incombenze tecniche, mi dedico alla mia crostata . Prima la marmellata: una lunga cottura , lo zucchero e la frutta che si caramellano alla perfezione, il profumo che pervade l’aria (non solo della cucina, ma anche quella esterna)…bene, la mia marmellata è pronta, questa sera ne uscirrà una crostata perfetta!

All’imbrunire inizio con la crostata : prima le polveri, poi le uova, infine i pezzetti di burro a temperatura ambiente.

Una consistenza perfetta, penso, una palla liscia ed omogenea da tenere in frigo per almeno mezz’ora.
La tiro fuori dopo un pò, stendo, farcisco, e dritta in forno fino a che la superficie non sarà dorata.
Il colore ora è perfetto, spengo il forno e tiro fuori il prodotto.

Soddisfatta.

Sistemo il tutto nella mia tortiera più bella ed a mezzanotte sono pronta per andare a dormire, ansiosa di sapere cosa ne penseranno i miei ospiti del duro lavoro della mia giornata, soprattutto Gisella di Bologna.
Al mattino è tutto perfetto, il buffet, la frutta, la crostata, le cicale cantano allegre ed ecco lei, la mia ospite più esigente…sono pronta, mi sistemo i capelli e corro ad aprirle la porta:

“Signora Gisella, buongiorno! É una splendida giornata oggi, calda ma non afosa…a proposito…la crostata di cui le parlavo ieri”
“Che bella, Valentina, proprio un’aspetto invitante, sono 24 ore che la sogno ma….ma…ma….non sarà mica marmellata di albicocche quella?! Io…io…io…sono allergica alle albicocche !”

Volete farla anche voi? Eccovi la ricetta della nostra crostata:

Ingredienti: 400 gr. di farina, 200 gr. di zucchero, 4 tuorli, 200 gr. di burro

Procedimento: mescolate le polveri, inserite i tuorli ed il burro a temperatura ambiente a pezzetti, impastate con le mani fino a quando non otterrete una palla morbida ed omogenea, avvolgete in una pellicola e lasciate riposare in forno per almeno mezz’ora. Quando la frolla sarà pronta dividete l’impasto in 2 parti. stendetene una con un mattarello ed adagiate su una teglia, bucherellate e farcite con marmellata, ora stendete anche l’impasto rimanente ed adagiatelo sulla marmellata, sigillate con le dita i bordi, bucherellate con una forchetta ed informate a 180° per circa 35-40 minuti

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