Pasqua e Pasquetta eventi nel salento

Primo Maggio nel Salento

Primo Maggio 2014, dove andare in vacanza? Il Salento potrebbe essere una buona risposta

“Il Salento è una terra di miraggi, ventosa. E’ fantastico, pieno di dolcezza. Resta nel mio ricordo più come un viaggio immaginario che come un viaggio vero”. Così scriveva Guido Piovene nel suo “Viaggio in Italia”. La penisola definita anche “il tacco” d’Italia è una terra ricca di storia, con tracce ancora ben visibili dei greci, dei romani, dei bizantini, dei saraceni, degli spagnoli, di bellezze naturali incomparabili, di paesaggi indescrivibili tra uliveti secolari e la macchia mediterranea, tra coste rocciose e spiagge senza fine, di masserie e di case dipinte di bianco e di centri storici espressioni del “barocco leccese”, così come delle “case a corte” mutuate dagli indirizzi urbanistici arabi.

Terra di tradizioni gastronomiche eccelse, dall’olio di oliva ai pregiatissimi vini, tra i quali spiccano il Negroamaro e il Primitivo di Manduria. Terra di “pizzica” e di amore per la musica, di inalterati riti religiosi. Impossibile descriverlo, il Salento. Impossibile comunicare la bellezza di luoghi come Lecce, Ostuni, Brindisi, Gallipoli, Ugento, Grottaglie, Otranto, del borgo antico di Taranto, e di pressochè tutti quelli di “cultura” salentina, di palazzi patrizi e di vicoli intriganti, del colore del mare, della vegetazione qui presente e non altrove in Italia.Watch movie online The Transporter Refueled (2015)

Il comprensorio salentino merita, quindi, assolutamente, di essere visitato. Lo si può raggiungere in aereo (Aeroporto di Brindisi), ma anche utilizzando la rete ferroviaria (treni a lungo percorso con collegamenti Milano-Lecce e viceversa) o, dall’uscita autostradale di Taranto, percorrendo le statali che costeggiano gli uliveti e il mare, sia sul versante jonico che su quello adriatico. Gli amanti del mare, oltre a quello di Brindisi, possono contare su numerosi altri porti turistici, tra i quali San Foca, Gallipoli e Porto Cesareo. Ne riparliamo al ritorno dal Salento?Watch movie online Rings (2017)Watch movie online The Lego Batman Movie (2017)

Gallipoli : la città bella

Oggi vi presentiamo Gallipoli , una città dallo straordinario fascino ed eleganza . Dal Grecokalos [bello] e polìs [città], viene chiamata “La città Bella” oppure “La perla dello Jonio”. La parte nuova di Gallipoli è caratterizzata dalla grande presenza di negozi, bar, gelaterie, tutte aperte sino a tarda sera ideali per una bella passeggiata. La parte antica invece si erge su di una isola, collegata alla terraferma da un ponte. La zona antica regala delle bellissime visuali sul mare, e grazie alla sua forma rotondeggiante, regala dei panorami davvero suggestivi. I vicoli della città vecchia sono costituiti da caratteristiche abitazioni in calce bianca, come da classico stile mediterraneo. Il mercato ittico, che si svolge ogni mattina, si trova al termine della zona nuova, all’imbocco del ponte per la zona antica e mostra il volto migliore del mare di Gallipoli: colori e profumi inebrianti, i pescatori vi incanteranno con i loro racconti ed i loro aneddoti…un luogo estremamente rappresentativo di questa bellissima città. Il Gambero rosso di Gallipoli è un must del mercato: chiedete ai pescatori come cucinarlo, oppure a noi dove mangiarlo, sapremo consigliarvi degli ottimi ristoranti (non solo a Gallipoli) dove degustarlo.

Lecce : Best ten

È d’obbligo una visita nelle località di interesse storico ed artistico, ecco la nostra personale selezione delle “Best 10” :

Lecce: La capitale del barocco, è anche detta “La Firenze del Sud”. Questa città regala ad ogni ora degli scorci meravigliosi; oltre ad una passeggiata per i suoi bellissimi negozi, vi consigliamo 10 luoghi da visitare:

  • Piazza Sant’Oronzo: al Santo Protettore della città è dedicata la piazza principale, con obelisco ed una statua che lo raffigura in atto di benedizione. Sotto l’obelisco un bellissimo mosaico raffigurante una lupa, animale simbolo della città: una leggenda metropolitana vuole che tutti gli studenti che ne calpestino la figura, tarderanno la laurea vittime di una serie di sciagure

  • Mensione a parte merita il bellissimo anfiteatro Romano, presente sempre a piazza Sant’Oronzo: Insieme al Teatro, è la più rilevante testimonianza di epoca romana. L’anfiteatro venne costruito nel II secolo d.C. per intrattenere, con gli spettacoli qui rappresentati, i soldati che erano stanziati nei pressi della città. L’edificio venne completamente sepolto dalle macerie in seguito a terremoti e devastazioni e solo alla fine della Seconda Guerra Mondiale, grazie ad alcuni lavori di scavo, è stato riportato alla luce. La parte oggi visibile dell’edificio è appena un terzo dell’intera struttura che resta, probabilmente, ancora sommersa nel sottosuolo della centralissima Piazza Sant’Oronzo perché su di essa sorgono alcuni degli edifici storici di Lecce

  • Il teatro Romano: Il teatro, scoperto casualmente nel 1929 e realizzato probabilmente in età augustea (I secolo d.C.), era costituito da una cavea dall’ampio diametro (m 75,20), in cui prendevano posto gli spettatori che dovevano assistere alle rappresentazioni teatrali. Ancora ben visibile è il palcoscenico (pulpitum), largo m 6,15 e lungo m 31,80, segnato da una serie di incassi trasversali che sostenevano la pedana lignea. Si tratta dell’unico esempio in Puglia di architettura civile destinata all’arte teatrale.

  • Castello di Carlo V: Il castello Carlo V a Lecce è nato per volere di Re Carlo V che ordinò nel 1537 all’architetto salentino Gian Giacomo dell’Acaya, di costruire una fortezza sul pre-esistente castello medievale dell’epoca di Re Tancredi. Purtroppo per far ciò furono rasi al suolo il Monastero Celestino di Santa Croce e la cappella della Santa Trinità. In ricordo e in onore di queste costruzioni furono intitolati a loro nome due bastioni delle mura. I lavori di costruzione del Castello iniziarono nel 1539 e solo dieci anni dopo furono terminate le cinta murarie e i bastioni, per poi passare alla costruzione e alla decorazione degli ambienti regali interni. Un tempo l’ingresso principale, con in alto lo stemma lapideo di Carlo V rivolto a nord-est e, sul lato opposto, l’entrata secondaria che in origine dava accesso alle campagne, erano entrambi protetti da ponti elevatoi.

    Di enorme rilievo artistico il portale interno, risalente al ‘500, che introduce alla grande sala del corpo centrale dell’edificio, caratterizzata dai raffinati capitelli scolpiti e da una cornice, pregiatamene decorata, che la collega con il cortile. Il piano superiore del Castello Carlo V non è da meno in quanto a grandezza architettonica. Partendo già dalle spaziose scale, infatti, i visitatori possono ammirare gli ampi spazi illuminati dalle imponenti vetrate, i delicati particolari decorativi e soprattutto il mirabile salone, recentemente restaurato, dalle volte ad ogiva sostenute agli angoli da colonne in pietra. In passato utilizzato come distretto militare, il Castello, attualmente, è la stella di punta del circuito culturale della città di Lecce e del Salento che lo ha rivalorizzando in ogni suo aspetto e funzione, trasformandolo insuggestiva scenografia per eventi culturali Degno di nota è il museo della Cartapesta Leccese, presente in modo permanente nel castello.

  • La Basilica di Santa Croce è una tra le chiese più rilevanti e ammirate di Lecce, ma ha avuto dei natali un po’ travagliati. La prima pietra fu posta nel lontano 1353 ma la sua costruzione si interruppe quasi subito a causa della morte del suo mecenate, Gualtiero Di Brienne. I lavori ripresero solo nel 1549 ad opera dei più importanti architetti salentini dell’epoca: Gabriele Riccardi, Giuseppe Zimbalo e Cesare Penna, appoggiati nell’esecuzione dai maggiori maestri scalpellini e intagliatori della zona di Lecce. La Chiesa di Santa Croce fu terminata solo nel 1699 e porta su di se i segni del passaggio di questo lungo lasso di tempo. Nel complesso, le trionfali decorazioni del frontale di Santa Croce sono l’interpretazione figurativa di elementi simbolici ben precisi come fiamme, leoni, pellicani, melograni, che si combinano in un disegno morbido e lieve capace di accostare senza sforzo immagini pagane e cristiane, alternate a fiori, festoni, animali, angeli, insegne, stemmi e le sfere con la croce. L’assetto interno originario della chiesa a tre navate oggi risulta poco visibile a causa della aggiuntadelle cappelle avvenuta nel Settecento.

    In loco troverete tantissime indicazioni sull’architettura della Basilica, sulle sculture e delle statue presenti e sulla sua storia, ma la curiosità sulla quale vogliamo concentrarci sono i 6 volti presenti nel rosone: nascoste e scolpite tra gli intarsi del bellissimo rosone che sovrasta la facciata infatti sono scolpiti dei volti, alcune fonti parlano di caricature degli architetti stessi, che vollero lasciare la loro immagine imperitura sulla basilica, altre fonti, dato proprio il carattere caricaturale dei volti, interpretano la loro presenza come una beffa da parte degli architetti, e rivolta a personaggi della città che, proprio perchè finanziatori, avrebbero voluto ergersi ad architetti imponendo i loro personali capricci.

  • La Basilica di Santa Irene:È intitolata a sant’Irene da Lecce, protettrice della città fino al1656, anno in cui papa Alessandro VII proclamò il patrocinio leccese di un santo vescovo: Sant’Oronzo.La chiesa fu edificata a partire dal 1591 su progetto del teatino Francesco Grimaldi e fu ultimata nel 1639, anno della consacrazione ad opera del vescovo di Brindisi.

    La chiesa conobbe importanti vicende storiche: nel 1797 venne visitata da re Ferdinando IV di Borbone; nell’ottobre del 1860 ospitò le operazioni di plebiscito per decidere il di Lecce ad entrare nel Regno d’Italia. Nel 1866 l’annesso convento dei Teatini venne soppresso, ma la chiesa rimase comunque aperta al culto.

 Watch Full Movie Online Streaming Online and Download

  • Il Duomo: La chiesa, fondata nel 1114 al tempo del conte normanno Goffredo II, fu completamente ricostruita dall’architetto Giuseppe Zimbalo per volontà del vescovo Luigi Pappacoda a partire dal 1659. L’edificio, realizzato con la tipica pietra calcarea leccese, che dona luminosità e giochi chiaroscurali alle superfici murarie, fu intitolato alla Vergine Assunta in cielo. L’impianto a tre navate con possenti pilastri e arcate è suggerito dalla tripartita facciata con lesene scanalate. Alla stessa epoca appartiene il contiguo campanile, che servì per le misurazioni geodetiche nel XIX secolo. A destra del Duomo troviamo l’Episcopio(palazzo Vescovile), ricostruito nel 1632, su un precedente edificio quattrocentesco, e modificato nel 1758 da Emanuele Manieri su decisione del vescovo Alfonso Sozy-Carafa

  • Chiesa di San Matteo: in Via Federico d’Aragona è presente questa bellissima chiesa. Maestosamente incastonata tra le strette vie del centro storico, rappresenta un esempio lampante del Barocco Leccese. Assolutamente da non perdere!

 Watch Full Movie Online Streaming Online and Download

  • Shopping e passeggio, Via S. Trinchese e Via Libertini: tutte le vie del centro storico di lecce si caratterizzano per una marcata impronta locale; potete trovare ad ogni angolo una bottega di cartapesta oppure una galleria d’arte e le due vie sopra citate ne sono il maggiore esempio. A vocazione più mondana la prima, e più artistica la seconda, sono entrambe una tappa d’obbligo per chi voglia visitare la città. Le due strade si diramano a destra e sinistra di Piazza Sant’Oronzo.

  • La Movida, Via Federico d’Aragona: questa via assume un fascino particolare all’imbrunire, forse è per questo che è diventata il luogo simbolo della Movida notturna. Visitate questa via per un aperitivo o un cocktail, l’allegria è nell’aria!

Salento talento

Salento e talento sono molto più di 2 parole in rima: sono un binomio ormai consolidato nella realtà artistica contemporanea.

Molti personaggi che si sono distinti, soprattutto nella musica, hanno in comune proprio la provenienza leccese, e laddove la provenienza non è salentina, è un dato di fatto che riferirsi in qualche modo al salento sì, possiamo dirlo, porta fortuna.Watch movie online The Transporter Refueled (2015)

Primi fra tutti ci piace citare i Negramaro: il gruppo salentino proveniente da Copertino ha ispirato il proprio nome al famoso vino Negro amaro la cui fama si gioca in un regime di reciprocità tra vigneto e musica. Nelle note dei negramaro si scorgono le stesse potenze emozionali che si provano assaporando un bicchiere di buon vino, ed in entrambi i casi i salentini ne sono estremamente orgogliosi.Watch movie online Logan (2017)

Sempre nella musica, due prime donne della musica light rock sono Alessandra Amoroso ed Emma Marrone, entrambe salentina, addirittura entrambe nate nella città di  Galatina. La dolcezza della prima e la forza della seconda sono una caratteristica fondamentale che caratterizza tutti gli aspetti della nostra terra: la dolcezza del clima e la forza del sole bollente, la dolcezza delle coste joniche e la forza della scogliera adriatica, la dolcezza morfologica della macchia mediterranea e la forza irruenta dell’albero di ulivo!

Due personaggi non salentini ma fortemente legati al nostro territorio sono Biagio Antonacci e Ferzan Ozpetek: il primo è fortemente ispirato dal Salento tanto da cantare “con la vacanza in salento prendo tempo dentro me” e da girare il video della stessa canzone a Punta Della Suina; il secondo ha ambientato principalmente a Lecce i suoi ultimi 2 lavori: “Mine vaganti” e Allacciate le cinture”, offrono un meraviglioso spaccato della società salentina, nonchè della città di Lecce. Entrambi gli artisti sono assidui frequentatori del salento, e non è inusuale trovarli a sorseggiare una bibita o leggere un libro nei luoghi più inaspettati.

sarà il clima, sarà la cucina, sarà il mare… Salento e talento, venite a scoprire i motivi di quest’infallibile accoppiata.

Vi aspettiamo nella cornice rurale di Villa Ghetta Country House, a pochi km dallo splendido mare di Porto Cesareo.

Allacciate le cinture …Ferzan Ozpetek sceglie ancora Lecce

Se amate la straordinaria naturalezza con la quale il regista Ozpetek racconta le trame intrecciate della società odierna, non potrete mancare di guardare il suo ultimo lavoro : ”  Allacciate le cinture “. Dopo averlo fatto già con “Mine vaganti”, Ozpetek sceglie ancora Lecce come location per il suo ultimo film. Cambia la lente con la quale Ferzan Ozpetek guarda alla città: dapprima la disvela come una donna si scopre pian piano al suo innamorato, ora invece la guarda come un marito guarda una moglie, con gli occhi sempre pieni d’amore, ma cosciente di quello che la sua amata rappresenta per lui.

Continua a leggere